Riflessioni durante il lockdown

Cari amici, da tempo rifletto su un aspetto della vita sociale che potrebbe sembrarvi lontano dai miei interessi : la politica. Ho cominciato a occuparmene più assiduamente durante il periodo peggiore della pandemia, quando proprio dalla politica sanitaria dei vari paesi dipendevano le misure di contenimento e le terapie. Ho osservato ciò che accadeva in Italia, e spesso trovavo gli interventi governativi poco incisivi o intempestivi, poi ho considerato le decisioni che venivano prese dagli altri paesi, paesi importanti come la Gran Bretagna, gli USA .

Allora mi sono reso conto che alla fine, con tutti i limiti e gli errori, il nostro paese aveva fatto scelte coraggiose, orientate a salvaguardare la salute della gente. E che certamente si sarebbe pagato un prezzo per questo, ma ne valeva la pena, perché non c’è ricchezza più grande della salute di tutti. In questa occasione sono venuto a conoscenza dei diversi modelli internazionali di assistenza sanitaria pubblica. Ci sono paesi, che si proclamano civili, ma nei quali le cure si pagano, e non tutti possono accedervi, e dove lo status sociale può determinare la sopravvivenza delle persone.

Nella tanto criticata Italia tutti sono stati curati per quello che si poteva fare. E nessuno ha dovuto pagare il letto di ospedale. La diversità tra il modello Americano o inglese e il nostro, l’importanza del welfare state, discende dall’immagine che la politica ha della realtà, e di ciò che per essa è prioritario. Abbiamo sentito parlare di come la produzione non doveva essere fermata, dei danni economici dovuti al lockdown, della necessità di accettare milioni di morti in nome del benessere economico. Abbiamo sentito discorsi terribili che rassicuravano la gente insistendo sul fatto che il covid colpiva in modo letale soprattutto gli anziani. Come se la vita degli anziani valesse meno nella nostra società.

Ora assistiamo ai discorsi negazionisti di Bolsonaro e di Trump, per i quali la loro personale immagine pubblica conta più di una corretta informazione pubblica. Vediamo il dramma dei paesi Africani, senza ospedali e farmaci, o la fuga incontrollata degli indiani, che ritornano in massa nei villaggi sperando di sfuggire al contagio. In questo scenario è possibile riconoscere l’importanza che le decisioni politiche hanno sulla vita degli uomini. Ma nelle democrazie rappresentative sono i cittadini che scelgono a chi affidarsi.

È importante restituire alla politica onore e rispetto, è soprattutto importante dissipare la diffidenza verso di essa; e lo si può fare non sottraendosi all’impegno preferendo criticare invece di fare.

Questo vale soprattutto per gli stranieri, che vivono e lavorano qui da anni, senza rendersi conto che proprio attraverso la politica, o almeno l’esercizio del voto, possono contribuire a migliorare la vita del paese. È importante capire che la democrazia è un privilegio, ma che è anche una cosa fragile, che deve essere protetta, prima di tutto dalla nostra superficialità e indifferenza.

Tashi delek
Thonla

Tibet Milano